Culo nero : cosa fare?

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Culo nero : cosa fare?
È un termine colloquiale per definire il marciume apicale dei pomodori. Spesso possiamo notare che sulla parte terminale del pomodoro si possono creare delle marcescenze. Questo inconveniente rende poi non commestibile il frutto perché lo porta alla completa decomposizione. Non è considerata una vera e propria patologia, ma di fatto si comporta come tale.
Le ragioni per cui si manifesta sono molteplici, vediamo alcune.
Per prima cosa le varietà sensibili : cuor di bue, san marzano e varietà simili, il cui frutto finisce a punta o al contrario con una rientranza, fanno sì che la rugiada o l’umidità abbondante permanga concentrata per un numero prolungato di ore in un unico punto del frutto portando i tessuti alla necrosi. In questo punto poi si instaurano diversi funghi patogeni. Occorre quindi orientarsi a varietà resistenti se si riscontra spesso questo problema.
Un’altra ragione sono le irrigazioni o comunque gli sbalzi idrici.
Il pomodoro infatti è fra i pochi ortaggi che non va irrigato se non solo al momento del trapianto. Il pomodoro non va irrigato, a meno che non ci siano gravi problemi di siccità o sia coltivato sotto tunnel. Comunque l’irrigazione andrebbe fatta tra le 4 e le 5 del mattino quando abbiamo la temperatura più bassa della giornata. Irrigato in altri momenti quasi sicuramente il pomodoro si ammala.
In ogni caso la parte basale della pianta va resa il più ventilata possibile. In particolar modo il pomodoro va coltivato in luoghi dove il sole mattutino arrivi molto presto in modo che la rugiada si asciughi molto velocemente. Le irrigazioni forzate fanno fluire il calcio soprattutto nel fusto e nelle parti verdi della pianta a discapito del frutto.
Il calcio svolge un ruolo importante nella salutogenesi della pianta. Questa anomalia del “culo nero” non è determinata da una carenza di calcio come spesso si pensa, ma dal processo che il calcio sviluppa all’interno della pianta. Pertanto possiamo favorire il processo del calcio partendo dal suolo con somministrazioni al piede a base di polvere finissima di gusci d’uovo in miscela con i microrganismi effettivi o con delle tisane di corteccia di quercia, ricca di calcio per l’88%. Si tratta di un’operazione semplice ed efficace spiegata in corsi e libri di biodinamica.
Per favorire una rapida asciugatura dei frutti dalla rugiada sono utili delle leggere spolverature con del bentotamnio* (argilla+alghe calcaree) che favoriscono una maggior resistenza al marciume apicale.
Le piogge che cadono con la luna piena o al perigeo sono particolarmente stimolanti per il marciume apicale. Le piante pertanto, in caso di tali piogge, andranno sostenute con delle spruzzature di propoli idroalcolico. Da non dimenticare poi l’utilizzo del cornosilicio-equiseto come prassi.
In biodinamica un’avversità simile non va affrontata guardando un solo fattore, ma vanno considerate più cause e concause. Quindi vi consiglio prima di mettere in atto le cure di osservare attentamente la vostra condizione per identificare le possibili cause e risparmiare tempo e fatica.

*reperibile alla Fondazione Le Madri nel listino agricolo

6 thoughts on “Culo nero : cosa fare?

    1. admin Autore articolo

      E’ chiaro che se la pianta va in forte stress va assolutamente irrigata. Le irrigazioni di soccorso sono quelle che si fanno unicamente quando si vedono i primi segni di appassimento della pianta, accartocciamento delle foglie, ingiallimento delle foglie basali etc.
      Su un terreno ricco di humus, argilloso e pacciamato i pomodori possono stare anche 20 giorni senza pioggia, quelli da industria (per la conserva) anche di più. Su un terreno sabbioso invece molto probabilmente dopo una settimana è obbligatorio irrigare. I pomodori da mensa (cuor di bue e rotondi) sono più esigenti rispetto ciliegino, datterino e fiaschetti.
      Per acquisire maggiore esperienza è bello fare qualche esperimento sulla base di queste indicazioni.

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  1. Riccardo

    Senza saperne nulla in merito ho continuato ad irrigare i pomodori e questa mattina ne ho trovato uno con il “culo nero”… così mi sono allarmato e fortunatamente ho trovato questa preziosa guida… purtroppo nella predisposizione dell’orto ho alternato i pomodori con altre piante che invece richiedono molta acqua. Effettivamente sono ai primi approcci con l’agricoltura. Ora valuterò come procedere. Sicuramente ricorrerò ai preziosi consigli forniti: spolverature con del bentotamnio, gusci d’uovo e cortecce di quercia. L’anno prossimo cercherò di essere più attento e più preparato in materia.
    Grazie per la preziosa spiegazione.

    Saluti

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  2. Daniela

    Io vivo in provincia di Palermo, dove normalmente le temperature diurne superano i 30°c e le notturne non scendono sotto i 22° e non piove da i primi di aprile fino a tutto settembre: devo dare acqua ogni 5/6 giorni, altrimenti dopo 10 giorni le piante sono stecchite!!
    Devo dare acqua persino agli agrumi ed agli ulivi (ogni 20 gg circa)fino a metà agosto!!
    Le ultime vere piogge le abbiamo viste a marzo: oggi il terreno umido si trova ad oltre due metri di profondità e le radici dei pomodori lì non arrivano.

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    1. admin Autore articolo

      Comprendo la situazione e come già detto le irrigazioni di soccorso sono indispensabili.
      Rimane il fatto dello sbalzo idrico tra un’irrigazione e l’altra. Pertanto sono indispensabili le pacciamature, una buona dotazione organica, terreni ben lavorati e l’uso costante dei preparati biodinamici che favoriscono la radicazione in profondità delle piante.
      Buon lavoro,
      Paolo

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