Pastamadre autoprodotta 2015 – calendario biodinamico

Nel mese di giugno si realizzano le condizioni ottimali per dare origine alla propria pasta madre per fare il pane o comunque per avere dei probiotici che possiamo riprodurci anche per tenere sane le piante nell’orto.
Nei giorni 21, 22 e 23 giugno si può mettere all’esterno di sera un canovaccio di fibra naturale pulito, ma senza residui di detersivi. Lo si stende sopra ad un tavolino o comunque su un ripiano e lo si cosparge con uno strato di farina biologica o biodinamica semintegrale o integrale di 3-4 mm circa, avendo cura di posizionarlo al riparo dal vento.
Il mattino successivo molto presto si raccoglie con una spatola la farina,  la si mette in un vasetto di vetro e si chiude con il coperchio.
La farina sarà inumudita dalla rugiada e dovremo avere un impasto abbastanza compatto. Se sembrasse troppo secco si può aggiungere della buona acqua non clorata (l’acqua del rubinetto non va bene).
Si lascia a temperatura ambiente per qualche ora per vedere il formarsi delle prime bollicine. Poi si può rinforzare per poterla utilizzare dopo qualche giorno, quando i microrganismi si saranno moltiplicati e avranno abbastanza forza per far lievitare un buon pane.

3 thoughts on “Pastamadre autoprodotta 2015 – calendario biodinamico

  1. giovanni

    è interessante! forse qualche ora non basta per vedere le prime bollicine. Forse è importante anche il luogo dove si pone il canovaccio (un orto, un posto fertile con siepi?). Mi sono chiesto diverse volte come fare per raccogliere della rugiada per impastare una pasta madre ma non mi era saltato in mente niente di buono, pensavo sempre ad un telo plastico e non mi piaceva!
    Saluti

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    1. admin Autore articolo

      Caro Giovanni,
      innanzi tutto il tuo pane è buonissimo. Abbiamo fatto la pasta madre in un posto molto fertile e circondato da siepi, ma ciascuno sceglierà il posto migliore che potrà. La nostra ha fermentato benissimo con un profumo quasi floreale. Siamo molto soddisfatti della forza lievitante.
      Buon lavoro,
      Paolo

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