Prepararsi al sovescio in vigna

È importante, appena dopo aver raccolto l’uva, seminare il sovescio plurispecie biodinamico tra i filari. Occorre valutare attentamente il grado di vigoria espresso dalla pianta durante l’anno, la produzione e la qualità dell’uva. Inoltre per poter scegliere un sovescio bisogna anche comprendere la tipologia del suolo, l’esposizione nonchè l’età del vitigno. In alcuni casi il sovescio non è necessario come ad esempio nel caso dell’inerbimento permanente.
Nella maggior parte dei casi però il sovescio eseguito a file alternate rappresenta una delle migliori strade per aumentare le produzioni e avere uve più sane. Occorre però essere tempestivi per eseguire al meglio questo tipo di operazione, perchè se fatta male può creare eccessiva vigoria oppure indebolire la vigna e squilibrare la pianta.
Una delle scelte che dovremo fare è quella della miscela di sementi per sovescio da utilizzare. Prenderemo in considerazione per prima cosa tre grandi gruppi: le leguminose, le graminacee, le crucifere. Le leguminose avranno il compito di portare l’azoto, le graminacee il carbonio, mentre le crucifere lo zolfo ed il calcio.
A seconda della proporzione scelta otterremo dei risultati diversi sulle vigne ed è pertanto importante saper individuare la giusta composizione.
Per aumentare l’efficacia di queste tre specie si utilizzano in consociazione anche speci minori come composite, ombrellifere, etc. È quindi necessario “autocomporsi” un mix che si avvicini il più possibile alle esigenze del proprio suolo e della propria vigna.
Per scegliere una miscela o comunque per comporne una è importante osservare le erbe spontanee che sono cresciute durante l’anno perchè spesso sono indicatrici della fertilità del suolo e possono segnalare i fabbisogni del terreno.
Ad esempio una presenza troppo elevata di Amaranthus retroflexus o Chenopodium album ci indicheranno un eccesso di azoto. Dovremmo di conseguenza scegliere una pianta che crei sotrazione di azoto come ad esempio l’orzo.
Al contrario la presenza eccessiva di graminacee spontanee o di gramigna ci indicherà la carenza di azoto che andrà compensata con l’utilizzo di leguminose a foglia larga. Imparando così ad osservare le erbe che crescono in vigna saremmo in grado di fare una terapia/concimazione attraverso il sovescio plurispecie in modo mirato.

7 pensieri su “Prepararsi al sovescio in vigna

  1. Hermann

    Egregio Signor Pistis,
    mi occupo da 10 anni a coltivare sei filari di VITE MOSCATO. Quest’anno la vigna ha preso la malattia peronostica e ha bruciato tutto il raccolto. Come posso curare questa vite, senza usare il rame?
    La vigna si trova all’isola d’ELBA, esposta molto al sole.
    Grazie per un consiglio, con cordiali saluti
    Hermann

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    1. admin Autore articolo

      Gentile Signor Hermann,
      riuscire a controllare la peronospera senza l’utilizzo del rame non è cosa facile, però è possibile attraverso l’uso dei microrganismi probiotici attivati e di particolari oli essenziali. Il loro impiego però necessita di un’attenta tempestività di intervento.
      Spero ci sarà occasione di poter descrivere esattamente la modalità d’uso e d’azione.
      Buon lavoro,
      Paolo

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    2. luca

      Ciao Hermann io sto usando da un paio di anni degli induttori di resistenza e devo dire che gli effetti si vedono e il rame usato e’ molto molto basso in una stagione 1kg per ettaro. Togliere del tutto il rame non sono ancora arrivato ma annualmente sto abbassando le dosi nella speranza di toglierlo. Uso anche dei macerati di erbe che hanno una provata efficacia

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  2. susy

    Faccio il sovescio plurispecie da 6 anni in un vigneto di 8 anni che non è più in equilibrio fa tantissime foglie e legno e pochissimi frutti cosa posso fare?

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    1. admin Autore articolo

      Gentile Susy,
      se c’è un eccesso di vigoria è meglio non fare il sovescio ma cercare di capire come fare un buon inerbimento permanente.
      Buon lavoro,
      Paolo

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  3. Verena

    Sto iniziando a coltivare un orto giardino in un terreno che ospitava anticamente un vigneto
    nella parte pianeggiante dove l’erba viene tagliata due o tre volte l’anno abbiamo una forte presenza di convolvolo ,quale tipo di squilibrio denota e quali piante da sovescio da utilizzare …..grata della sua attenzione, risposta.Trovo il suo sito estremamente stimolante e mi auguro nel tempo di partecipare ai suoi seminari
    buona vita Verena

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    1. admin Autore articolo

      Ciao Verena,
      grazie. Il convolvolo, se è prevalente su tutta l’area, denota due fattori di squilibrio. Il primo è il terreno compattato in tutta la sua stratigrafia e profondità senza che ci siano ristagni idrici, il secondo la scorretta gestione degli sfalci dell’erba.
      Bisognerà fare due o tre sovesci con piante a ciclo breve ad esempio un miscuglio di rucola, cime di rapa, pisello e favino. Dare i preparati biodinamici e dopo un mese interrare tutto. Poi si ripete l’operazione per due-tre volte. Ovviamente le indicazioni sono generali e non contestualizzate. Bisognerà tenere conto della zona geografica, del clima e dell’epoca in cui intendi coltivare l’orto.
      Buon lavoro,
      Paolo

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