Preparare il decotto di equiseto

Per prepararsi il decotto di equiseto va raccolta la parte aerea della pianta, senza le radici, verso la fine di Giugno nel periodo di S. Giovanni e va raccolta al mattino in giorni di foglie o fiori possibilmente con la Luna ascendente. È buona cosa raccogliere l’Equiseto nel proprio terreno o nelle vicinanze per favorire il ciclo chiuso ed avere piante adattate allo specifico contesto. Se non si usa subito va fatto essiccare senza esporlo ai raggi diretti del Sole (caldo, secco e ventilato sono le condizioni migliori). Sempre in fase di essiccazione non andrebbero superati i 28°C circa e non deve perdere il colore verde o verdino chiaro. Una volta essiccato si conserva a lungo. In alternativa lo si può acquistare anche in erboristeria già essiccato.
In 10-20 litri d’acqua si fanno bollire a fiamma bassa per un’ora 200-300 gr circa di Equiseto secco oppure la pianta fresca nella quantità di 1-1,5 Kg sempre in 10-20 litri d’acqua. Se si volessero fare quantitativi più ridotti si possono usare 50 grammi di pianta secca o 500 grammi di pianta fresca per 5 litri d’acqua.
Dopo alcuni giorni
il decotto va diluito al 5-10% con acqua e spruzzato su piante e terreno nella quantità di 100 litri per ettaro, mentre per 1000 mq bastano 10 litri .
Alcuni agricoltori spruzzano il decotto solo sul terreno ai piedi delle piante, senza bagnare la parte aerea. Nel caso si voglia irrorare anche la parte aerea della pianta è bene evitare la bagnatura dei fiori.
L’equiseto ha una valenza preventiva e qualche volta curativa se abbinato ad altre tecniche. Agisce solo per i funghi sotterranei, che hanno come via d’accesso le radici, come il Fusarium, la Rhizoctonia, il Pythium, la Xylella, il Mal dell’esca, l’Armillaria, la Phytophthora e simili funghi che possiamo chiamare : “funghi lunari da suolo compattato”. Mentre per i funghi della foglia o del frutto come Peronospora, Ticchiolatura, Botrite ed altro l’equiseto ha una leggera valenza contenitiva se dato con il dovuto anticipo o abbinato con altri trattamenti.
Sarà importante usare il decotto quando ha un certo odore… questo è di straordinaria importanza! Infatti inizia a fermentare per opera di microrganismi anaerobici che prendono forza dalla sostanza organica prodotta dalla fotosintesi e scindono la materia rendendo solubile il silicio dell’equiseto. Per questo si consiglia di usare il decotto dopo qualche giorno, perché inizia una fermentazione molto utile
Quando è meglio spruzzare il decotto? Esistono dei momenti particolari in cui si creano le condizioni tali da innescare l’infezione da parte dei funghi nocivi sulle piante (alberi o piante erbacee che siano) : quantità di pioggia, ore di bagnatura della pianta, temperatura, umidità dell’aria etc.
Vi è poi l’influenza della Luna che può aggiungersi a queste condizioni. Ad esempio se la Luna è piena l’impulso di acqua sarà maggiore. Se poi la Luna è in perigeo, quindi più vicina alla Terra e si trova anche in una costellazione di acqua, come può essere quella del cancro, allora si avranno le condizioni più favorevoli per la formazione dei funghi.
Spruzzare il decotto durante i momenti critici, o poco prima, aiuta a contrastare le infezioni; servono comunque continuità e ritmo nelle spruzzature per ottenere risultati.
La comparsa dei primi sintomi è già tardi, sarà determinante sottolineare in anticipo i momenti più delicati e nel caso piova o ci sia una forte umidità proprio in quei giorni fare i trattamenti con l’equiseto.
Per prevenire ogni infezione è necessaria comunque anche la giusta scelta delle varietà da coltivare, sia che si tratti di fruttiferi che di ortaggi o altro. Avremo maggiore resistenza con varietà adatte al clima, all’ambiente, al terreno e al territorio. In ambienti con clima o microclima generalmente umido sarà buona cosa disporre i filari in direzione Nord-Sud, ciò aiuta la penetrazione di luce e calore durante l’anno.
L’Equiseto in biodinamica è considerato il più classico supporto ad azione antimicotica. La presenza di silice e di sali solforici rinforza la pianta e previene gli attacchi fungini.
È utile anche per trattare i semi prima della semina nel bagnosemente e le radici prima del trapianto nel bagnoradice. Si usa anche come ingrediente nelle paste per tronchi e come ingrediente nell’inzaffardatura delle radici.

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