Kiwi in difficoltà

L’actinidia è una pianta tendenzialmente terrestre, nel senso che ha bisogno di una discreta quantità di acqua, di sali minerali azotati e di un certo gradiente di ombra al suolo. Tuttavia se l’ombra è eccessiva e l’inerbimento entra in contatto troppo con la pianta allora l’ambiente non è più terrestre ma diventa “lunare”. Ciò accade ancor di più se il kiwi si trova sotto le reti antigrandine, infatti le protezioni sottraggono anche energia solare, ma soprattutto impediscono alle api e ad altri insetti di perlustrare la pianta.
Che cosa si intende per ambiente lunare?
Immaginate uno stagno dove prevalgono alghe e batteri : quello è “un ambiente lunare” perché l’azione della luna è preponderante su quella del sole ed è strettamente legato all’elemento liquido. La luna agisce fortemente sui processi riproduttivi e di moltiplicazione cellulare. La mancanza di api, poca luce, piogge eccessive e cielo sempre coperto riducono le capacità di lignificazione della pianta rendendola un substrato appetibile per marciumi e batteri vari nochè per funghi patogeni come l’Armillaria Mellea, occorre pertanto favorire l’entrata della luce, ridurre le concimazioni azotate, escludere le sostanze antifungine, sfalciare l’inerbimento e non trinciarlo, ma soprattutto favorire l’entrata delle api e degli insetti pronubi attraverso la tecnica della T.A.I. (Tecnica dell’Astralità Indotta) che consente l’entrata delle api all’interno del frutteto.
È di fondamentale importanza che le piante di actinidia provengano da talee e non da propagazione meristematica, per varie ragioni…..e che l’impollinazione dei frutti non sia artificiale ma ottenuta per opera degli insetti. È strategico l’utilizzo del Fladen per favorire lo sviluppo dei probiotici al suolo, l’utilizzo del cornoequiseto per portare luce nel sottochioma, l’uso del cornosilicio dopo lo sviluppo completo dei frutti per aiutare meglio la pianta nei processi di ftosintesi. Proseguendo su questa linea di azioni si riporta la pianta in armonia con il suolo e l’ambiente, lavorando attraverso una salutogenesi ed evitando inutili sprechi di energie e di soldi per curare.

2 thoughts on “Kiwi in difficoltà

  1. cinzia

    Ciao, è la prima volta che sento parlare di T.A.I. e mi pare molto interessante: come posso approfondire l’argomento?
    grazie!

    Rispondi
    1. admin Autore articolo

      Ciao,
      questi argomenti possono essere approfonditi nei corsi sulla progettazione dell’organismo agricolo o di apicoltura biodinamica. Non esistono testi specifici riguardo a questo argomento anche se il testo ispirativo di questa tecnica è il testo di R.Steiner “Le api” ed. Atroposofica.
      A breve scriverò un approfondimento sull’argomento.
      Paolo

      Rispondi

Rispondi a cinzia Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *