I microrganismi probiotici e la loro compatibilità con l’agricoltura biodinamica (prima parte)

Diversi anni fa incontrai la tecnica dell’utilizzo dei microrganismi probiotici ed ecco la mia esperienza.
I microrganismi effettivi o microrganismi attivati ideati dallo scienziato Teruo Higa sono un importante scoperta il cui utilizzo può in molti casi essere utile durante la conversione in biodinamica. Quando per la prima volta me ne parlarono non li presi molto in considerazione, solo dopo anni di sperimentazione e di esperienza pratica posso esprimere un’umile e semplice considerazione personale. Voglio però chiarire prima alcuni concetti.
I microrganismi in natura soggiacciono a diverse leggi naturali e ambientali. L’attività funzionale su cui si basano i “microrganismi attivati” è il “principio di prevalenza”.
Che cos’è il principio di prevalenza? In sintesi potremo dire che si possono distinguere tre categorie tra i microrganismi : i probiotici (a favore della vita), i neutrali o opportunisti e gli antibiotici (dannosi). Quando prevalgono i probiotici o gli antibiotici i neutrali o opportunisti si alleano con la categoria prevalente comportandosi allo stesso modo della categoria leader. Ciò vuol dire che quanto più un ambiente è ricco di probiotici (salutari) tanto più un ambiente è favorevole hai processi vitali. È una legge naturale che era sotto gli occhi di tutti, ma che Teruo Higa ha saputo vedere ed utilizzare in modo proficuo. Dal punto di vista dell’Antroposofia i microrganismi in Natura sono l’espressione fisica di determinate forze riproduttive, sono degli indicatori* di determinati stati della sostanza. Il loro inserimento nei contesti naturali ha senso solo se c’è un terreno o un habitat ideale per la loro sopravvivenza (“il bacillo è nulla il terreno in cui vive è tutto” – Pasteur).
I microrganismi ( virus della granulosi, funghi selezionati, micorizze, bacillus thutingensis ecc.) vengono impiegati in agricoltura per il controllo di diverse patologie e il loro utilizzo ha una vasta gamma di impieghi, per cui l’utilizzo di sostanze vive non è una novità; per poi non parlare dei lieviti e di tanto altro.
Quello che è importante è contestualizzare l’utilizzo delle sostanze anche se ritenute “buone”.
I microrganismi attivati non vanno confusi con i preparati biodinamici, nella maniera più assoluta.
Benchè ci sia compatibilità nei campi di applicazione, i preparati biodinamici per il compostaggio, il 500 (cornoletame), il 500k (cornoletame compostato), il Fladen classico e il Fladen colloidale elargiscono le forze per lo sviluppo dei probiotici del suolo e dell’ambiente. I preparati biodinamici creano un terreno e un habitat proprio per lo sviluppo di probiotici naturali indigeni (specifici del luogo).
Anche se alcuni preparati hanno al loro interno alcuni di questi probiotici la loro funzione attiva poggia su altre leggi di natura diverse da quelle di “prevalenza”. Sui terreni biodinamici già fertili e sul cumulo biodinamico i microrganismi attivati, in base alla mia esperienza, allontanano i lombrichi in quanto creano un ambiente leggermente acido. Ricordo che i terreni fertili e che ospitano i lombrichi sono neutri o leggermente alcalini.
Solo su terreni fortemente depauperati ed inquinati ad alta salinità li consiglierei in fase di conversione, oppure su terreni fortemente alcalini come quelli dei vasi da fiore o piante ornamentali che hanno molto calcare al loro interno. I risultati sono che ho avuto ed ho sono ottimi, ma mai come sostitutivi dei preparati biodinamici.
Non userei affatto i probiotici commerciali su un buon compost di letame di mucca biologico, ma sicuramente impiegherei i preparati biodinamici ed il fladen perchè agiscono su processi aerobici rigenerativi.
Tuttavia vi sono delle eccezioni come ad esempio alcune compostiere domestiche di rifiuti organici dove vi sono marcescenze ed asfissia, i probiotici attivati (anaerobici) sono generalmente efficaci. Dalla mia esperienza di campo i microrganismi attivati sono un ottimo coadiuvante a depurare il suolo ma non a ricostruirlo, per ricostruirlo occorrono i preparati biodinamici e le radici delle piante (sovesci) capaci di costruire una fertilità specifica del suolo, in base alla base geologica, al clima ecc.
I preparati biodinamici costruiscono struttura e fertilità del suolo in modo duraturo. L’impiego delle buone pratiche biodinamiche rende a mio parere superfluo l’impiego di microrganismi probiotici al suolo.

* vedi a pag 98 quarta conferenza di Rudolf Steiner del libro “impulsi scientifico spirituali per il progresso dell’agricoltura” – Editrice Antroposofica

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