Equiseto sì equiseto no

L’equiseto arvense o coda cavallina è una pianta che cresce lungo i fossi e nei terreni dove vi sono ristagni idrici ed ha la capacità di trattenere forze solari per riequilibrare un eccesso di forze lunari (ristagni d’acqua). Può essere impiegato sotto forma di decotto, macerato, o in polvere micronizzata che andrà appositamente stemperata in acqua.
La sua azione sulle piante orticole è più centrata verso il diaframma eterico vitale del suolo e la sua azione antifungina ha senso se viene spruzzato verso la fine dell’inverno e nei primi mesi primaverili.
Può essere aggiunto ai trattamenti di propoli, di rame o di zolfo perché accentua l’azione contrastante dei funghi patogeni di quest’ultimi.
Un utilizzo troppo frequente può su piante deboli portare ad un rallentamento della vegetazione, va pertanto usato in quelle condizioni dove le piante hanno molto vigore. La sua efficacia maggiore si ottiene quando l’equiseto è fermentato, in quanto i batteri probiotici liberano maggiormente i composti silicei-solfurei.
In ogni caso la sua azione “antifungina” è maggiore se viene dato prima delle piogge.
Durante i trattamenti sulla vite ad esempio in miscela con l’ossicloruro di rame aiuta maggiormente a rendere il trattamento citotropico, cioè favorisce l’assorbimento e il perdurare dell’azione del trattamento per cui si potranno ridurre le dosi di rame metallico impiegato.
Nel caso si usi l’equiseto sugli ortaggi lo si potrà mettere in miscela con il propoli o con i microrganismi effettivi avendo cura, nel caso si adoperi equiseto in polvere, di  stemperarlo la sera precedente nel liquido.

4 thoughts on “Equiseto sì equiseto no

  1. davide

    buonasera Paolo ho letto il suo scritto sulle proprietà dell’equiseto, lei dice che l’equiseto in polvere va stemperato la sera prima, ho trovato della polevere di equiseto della cirrus lei si riferisce a quel tipo di polvere? dopo averlo stemperato bisogna farlo bollire e fare una tisana?

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    1. admin Autore articolo

      Buonasera Davide,
      quello della Cerrus è pronto all’uso e quindi dopo averlo messo in ammollo si può già utilizzare. Se lo si vuol rendere più efficace si può fare un decotto o un macerato.
      Buon lavoro,
      Paolo

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  2. gianni uccheddu

    ciao paolo
    coltivo la vite da 10 anni sul lago d’orta (no) logicamente in bio dinamica
    per la lotta ai funghi utilizzo poltiglia bordolese e zolfo in questi anni se pur con fatica e con l’accettazione di qualche macchia di peronospera sono arrivato a5 kg rame metallo per ettaro all’anno con 2500 mm di pioggia mi piacerebbe approfondire questo argomento con l’equiseto credo che ci sia ancora un margine di miglioramento
    puoi darmi un consiglio per provare direttamente in campo o dirmi quando terrai un corso con all’interno questo argomento
    grazie mille gianni

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    1. admin Autore articolo

      Ciao Gianni,
      come indicazione ti direi di raccogliere l’equiseto arvense che cresce nel tuo territorio per usarlo nei trattamenti èerchè sarà sicuramente più efficace rispetto a quello che si acquista già pronto all’uso.
      L’11 agosto in provincia di Padova faremo un incontro sul tema dell’organismo agricolo vitivinicolo e può essere che se ne parli.
      Buon lavoro
      Paolo

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