Equiseto in agricoltura

L’equiseto arvense o coda cavallina è una pianta che cresce lungo i fossi e nelle zone umide. Quando la vediamo crescere in mezzo ai campi spesso è indicatrice di ristagni idrici in profondità. È una pianta con radici molto profonde e assomiglia ad un piccolo pino. Non ha vere e proprie foglie ma degli aghi filamentosi che se strofinati fra le mani danno la sensazione della sabbia. È una pianta straordinamriamente importante perchè con il suo processo di crescita e la sua costituzione portano equilibrio all’eccessiva umidità di quel suolo. È una pianta capace di portare luce solare fin profondità nel suolo là dove c’è un eccesso di acqua e di forze lunari. Questa sua capacità la si deve alle gallerie d’aria che scavano le sue radici, ma in particolar modo alla sua parte aerea che è ricca di silicio e di zolfo, con una percentuale così elevata rispetto all’umidità complessiva che ben poche piante sulla terra le assomigliano. Questa sua caratteristica è stata messa in evidenza da Rudolf Steiner per la sua capacità di inibire e rallentare il processo di crescita dei funghi patogeni. Infatti i funghi si ergono a parassitizzare le piante in virtù di ambienti caldo umidi (lunari), mentre l’equiseto è deputato a creare una pellicola solare sul livello del suolo. Se irroriamo un decotto di equiseto, un fermentato di equiseto al suolo nei momenti propizi rallentiamo enormemente il flusso delle spore che si propagheranno sulla parte aerea della pianta e che potrebbero creare seri danni specie in viticoltura.
In biodinamica pertanto è necessario distribuire al suolo nel periodo fine febbraio, marzo e  aprile il decotto di equiseto, possibilmente in giorni di fiori (vedi calendario biodinamico).
Va distribuito proprio in questo periodo perchè sono le pioggie abbondanti di marzo e di aprile che caricano il suolo per l’esplosione di funghi a maggio e giugno. Chi vorrà avere risultati soddisfacenti dovrà utilizzare l’equiseto in anticipo e non al momento della manifestazione dei patogeni. Sarà semplice e divertente prepararsi il decotto o il fermentato con l’equiseto che cresce nei propri campi oppure con quello acquistabile nei centri specializzati.
Per poterlo preparare ora dobbiamo utilizzare quello raccolto lo scorso anno che è ben essiccato e ancora verde oppure quello in polvere acquistato.

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