Coltivazioni emergenti

Ricordo, quando ero ragazzo, il periodo in cui fu proposta sul mercato la coltivazione della soia e del kiwi. Sembravano cose dell’altro mondo. In molti erano scettici e preoccupati delle nuove tecniche di lavorazione, ma soprattutto degli sbocchi economici.
Nel giro di una ventina d’anni l’Italia è diventato uno dei più grandi produttori al mondo di kiwi e la soia è entrata nella consuetudine, al punto che le nuove generazioni pensano che siano sempre esistiti sul nostro territorio al pari delle mele.
Un’altra coltivazione fu proposta nei primi anni ’80: era il babaco. Non prese però piede come le precedenti per diverse ragioni.
Oggi sono in arrivo le coltivazioni del bambù, del goji, della canapa, del melograno, del kaki mela, della yam di luce ed altre ancora.
Il kiwi e la soia sono stati vincenti per il fatto che non necessitavano di particolari cure ed anche perché il mercato le ha accolte con successo.
Oggi ci troviamo di fronte a nuove richieste di mercato che tengono conto non solo del prezzo ma anche di etica e qualità. Troviamo infatti il bambù al primo posto per la semplicità di coltivazione per la durata dell’impianto, per la mancanza di trattamenti fitosanitari, per la concentrazione della manodopera solo per un breve periodo etc.
Queste qualità molto probabilmente saranno vincenti per chi ha terreni marginali, ha poco tempo da dedicarci e per i molteplici usi di questa pianta.
La canapa è interessante per la sua rusticità, il suo utilizzo e i miglioramenti che porta al suolo. Il goji perché rientra tra i piccoli frutti con qualità molto apprezzate dal mercato. La yam di luce (dioscorea batatas) per la sua risticita e le qualità medicinali. Il melograno per la sua resistenza alla siccità, alle patologie e per le virtù dei frutti. Il kaki mela per una maggiore lavorabilita e conservabilità dei frutti. L’aloe per la resistenza alla siccità, per il suo impiego in terreni marginali e siccitosi e per i mille usi delle sue foglie.
Sono coltivazioni straordinarie che dovranno conquistarsi una fetta di mercato.
Sono tutte coltivazioni che rispondono molto bene all’azione dei preparati biodinamici e alle tecniche dell’agricoltura biodinamica. Sarà importante per queste colture sapersi distinguere con una qualità eccellente.
Eccellenza che dovrà essere conquistata con conoscenza, devozione e serietà.

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