Ammalare un frutteto

Generalmente mi occupo di come tenere le piante sane, creare longevità in un frutteto, risparmiare energia e creare cibo sano e salutare. Tuttavia bisogna ogni tanto sottolineare che ci sono delle pratiche agronomiche e delle consuetudini che creano piante ammalate e di conseguenza perdita del reddito agricolo e cibi malsani, oltre ad un ambiente devastato.
Una di queste è l‘irrigazione soprachioma fatta a mezzogiorno nel mese di agosto che bagna frutti, foglie e tronchi.
Queste bagnature andranno sì a determinare l’ingrossamento dei frutti, ma l’acqua causerà un aumento di funghi e batteri che si manifesteranno in prima battuta dopo 15-20 giorni e in seconda battuta faranno marcire il legno dopo 12 mesi con la comparsa di gravi cancri rameali.
Chi irriga soprachioma, specie nell’agricoltura convenzionale, farà uso anche di fungicidi sistemici che percoleranno con più facilità nelle radici distruggendo parte della flora microbiologica del suolo. Ne risulterà una malnutrizione della pianta che avrà sempre più bisogno di concimi fogliari con costi elevati.
In più l’utilizzo dei diserbanti andrà a peggiorare la situazione perchè alla lunga oltre alla morte delle erbe spontanee porta anche alla morte del suolo e dei suoi abitanti. Stiamo parlando in particolar modo dei lombrichi: armonizzatori della vita del suolo.
Inoltre gli interventi continui di antiparassitari, insetticidi e prodotti ormonici non solo creano degrado ambientale, ma l’agricoltore è sempre sopra un trattore che calpesta il suolo e respira gli stessi veleni che utilizza.
È importante non ammalare il suolo per non creare continui squilibri nelle piante.
Come si può uscire da questo modo di agire? Quali passi bisogna intraprendere per creare un vero cambiamento?
Si può attuare se cambia il modo di osservare e percepire la natura e se i nostri pensieri iniziano a percorrere strade nuove.

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